Sir Roger Moore: un uomo fortunato

Sir Roger Moore e’ stato insignito del cavalierato nel 2003 per il suo impegno nella solidarietà. Sarà sempre ricordato anche per essere stato il terzo attore ad interpretare James Bond al cinema, dal 1973 al 1985. Precedentemente aveva prestato il volto a personaggi come Simon Templar de “Il santo” e Brett Sinclair di “Attenti a quei due”.
Oggi a 86 anni suonati, risiede a Montecarlo, ma è atteso in patria per essere presente allo show “An evening With…” Dove parlerà della sua vita, e per rispondere direttamente alle domande dei suoi numerosi fan. Intervistato dal BBC, Sir Roger Moore ha risposto a domande sullo show, ha ricordato i tempi de “Il Santo” e su cosa avrebbe fatto se non avesse intrapreso la carriera artistica.

Questo è il suo secondo tour, ci descriva brevemente di cosa si tratta…

Il format dipende da cosa io riesca a ricordare. Dialogo con Gareth Owen, mio assistente e biografo. Parliamo della varie cose che sono successe. Ho parlato con Joan Collins, che ha tenuto uno show simile al mio, ma la differenza e’ che nel suo, lei canta e balla. Io certamente non potrò farlo, quindi mi limiterò solo a raccontare un po’ di fesserie.

Incontrare i suoi fan deve divertirla molto, visto che è in programma un altro tour.

Sto solo riscaldando l’ambiente, in vista dell’uscita del mio ultimo libro, il prossimo anno. Ancora non è pronta la stesura finale, ne ha avuto il beneplacito degli editori ma ha già un titolo, sarà: Un fortunato bastardo. Il titolo mi è venuto in mente a circa metà della stesura, che avrebbe dovuto intitolarsi “Moore on Bond” o “Moore or less”. Sono stato letteralmente stregato da questa intuizione. Sono stato veramente fortunato nella mia vita, ed è quello che ritengo di essere stato.

Il titolo reca vari problemi, qui alla BBC avremmo serie ripercussioni, dovessimo stampare parole del genere…

Allora per la BBC potremmo chiamarlo “un uomo fortunato”.

Torniamo allo show, quali sono le domande più dirette e difficili cui ha dovuto rispondere?

Ormai sono poche le cose che mi turbano. Le più dirette riguardavano il sesso e il mio rapporto con le attrici. alcune mi hanno fatto arrossire, ma se non volevo rispondere, facevo orecchie da mercante e andavo oltre.

Ci sono domande che ti annoiavano?

Le domande più frequenti riguardano quale sia l’attrice migliore con cui ha lavorato, o il miglior film di Bond interpretato, o quale il gadget preferito, o la Bond girl. Domande ripetitive alle quali devi mostrarti sempre sorpreso, come se non te le avessero mai poste.

Ce n’è una al quale non risponderesti?

Si, se mi chiedessero il telefono.

Nella tua recente biografia hai riportato alcuni momenti della tua vita privata?

Penso di si, anche se molte le ho taciute. Quando mi fanno domande del genere, tergiverso e creo un po’ di suspense, cosa che rende lo spettacolo più intrigante e divertente.

Nel 2009 hai dichiarato di esserti definitivamente ritirato dalle scene, invece ultimamente ai preso parte al pilot della nuova serie dedicata a “Il Santo”. Pensi che non ti ritirerai mai definitivamente?

C’è un vecchio detto che dice:”non ti ritirerai fino a quando il telefono non smetterà di squillare”. Dipende da quale siano le offerte per un vecchietto come me. Certo non farò più scene di azione, ma se trovassi qualcosa di adatto, perché no?

A che punto siamo con l’episodio pilota de “Il Santo”?

Da quel che so, siamo a buon punto. Farò la mia comparsa, nel ruolo di un uomo misterioso che sta al telefono o apparirà in una scena in cui do dei consigli direttamente a Simon Templar.

Quindi apparirà nuovamente sullo schermo e non come voce fuori campo…

No, no apparirò e il pubblico penserà: “Dio santo! Non è troppo vecchio per questo?”

C’è un tv show che la intriga particolarmente? Ha sempre manifestato la volontà di apparire in programmi come Doctor Who o Sherlock.

Dipende sempre dal copione. Doctor Who non è un tipo di show Al quale vorrei partecipare indiscutibilmente, ma quel telefilm cambia registro in continuazione, tanto che troverei interessante l’opportunità di parteciparvi.

Risponde sempre più spesso alle domande dei fan, sui social network come facebook o Twitter? E stato Semplice per lei adattarsi a questa nuova realtà?

Devo essere sincero, della cosa se ne occupa il mio entourage. Però se c’è una domanda alla quale solo io posso rispondere, allora lo faccio personalmente.

Quanto tecnicamente colto si sente?

Moderatamente. Certo so accendere e spegnere un interruttore. Quando la gente mi chiede cosa avrei fatto se non avessi intrapreso la carriera artistica, rispondo che mi piacerebbe essere stato un esperto in IT visto che fanno un sacco di soldi…

Penso che anche fare l’idraulico non sia poi così male… Ognuno di noi ha un bagno in casa, il lavoro di certo non mancherebbe…

Beh, allora anche il becchino, se è per questo! La mia ex moglie Dorothy Squires, aveva un teatro nel Galles. Quando partiva da Londra c’era sempre un auto ad attenderla alla stazione.
Un giorno salendo sul veicolo, l’autista chiese umilmente perdono per la puzza. Il cognato aveva avviato un attività di becchino, ed ogni giorno gli toccava portare bare e salme per i funerali.
Al che mia moglie, per nulla turbata chiese: “e come vanno gli affari?” “Alla grande” rispose l’autista “ogni giorno c’è sempre qualcuno da seppellire!”

bbc.co.uk

Traduzione a cura di Pierfrancesco Stenti

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