Agente 007, l’uomo dalla pistola d’oro

“L’Uomo dalla Pistola d’Oro” fu l’ultimo romanzo con protagonista James Bond scritto dal suo creatore Ian Fleming. Nel 1974, quarant’anni fa, il romanzo fu lo spunto per il nono film della longeva saga dell’agente segreto con la seconda volta per Roger Moore nei panni di Bond. Del romanzo originale, sostanzialmente sono stati mantenuti i principali personaggi integrati da alcuni completamente nuovi creati per le esigenze cinematografiche. Inizialmente, il ruolo di Francisco Paco Scaramanga, il killer dalla pistola d’oro, fu offerto a Jack Palance, ma, alla fine fu scelto Christopher Lee, cugino di Ian Fleming, già preso in considerazione per “Licenza di Uccidere”. Curiosamente, i due protagonisti principali di questa avventura cinematografica erano i due interpreti che Ian Fleming avrebbe voluto per l’esordio sul grande schermo di James Bond. Per le strane coincidenze che si ritrovano lungo la filmografia dell’Agente 007, c’è da segnalare che Christopher Lee, nel suo primo film “Il mistero degli specchi” (1948), aveva lavorato con Lois Maxwell, la celebre Miss Moneypenny, ed era stato diretto da Terence Young, regista dei primi film della serie di James Bond. Una delle tematiche trattate nella storia, risulta di attualità ancora ai giorni nostri infatti il problema energetico e lo sfruttamento delle fonti energetiche alternative e solari è alla base delle ricerche dei più importanti Paesi industrializzati. L’attrice Britt Ekland fu inizialmente scritturata per interpretare l’amante di Scaramanga (il ruolo che andò a Maud Adams), ma dopo averla vista in bikini il regista le diede il ruolo di Mary Goodnight. Negli anni settanta, ci fu il proliferare dei film di kung-fu (in particolare quelle di Bruce Lee) e così la produzione, per stare al passo con i tempi, decise di inserire nella pellicola alcune scene di lotta con arti marziali, interpretate però in chiave più umoristica ed uno degli attori del film, Soon-Teck-Oh, era un coreografo di arti cinesi di combattimento. Per la seconda volta compare l’icona comica dello sceriffo della Louisiana J.W. Pepper (l’attore Clifton James), già apparso nel precedente “Vivi e lascia morire” (1973) che casualmente si trova da turista proprio negli stessi luoghi in cui opera in missione 007. In questo film è presente uno dei gadget più famoso ed amato delle avventure cinematografiche di 007 non appartenente però al protagonista ma al suo carismatico nemico Francisco Scaramanga ed è la favolosa Pistola D’oro che praticamente non esisteva ma, come per magia si componeva assemblando la penna stilografica che fungeva da canna, l’accendino come camera di scoppio, il portasigarette che diventava l’impugnatura ed un gemello da polsino che era il grilletto. Naturalmente tutti gli accessori erano in oro e l’arma sparava proiettili rigorosamente dello stesso metallo. La pellicola rappresentò anche la rottura definitiva della collaborazione dei due Produttori Saltzman e Broccoli ormai in disaccordo che con essa cessarono il loro rapporto societario e di lavoro. Sarà soltanto Broccoli che, rilevatone tutti i diritti legali, dal film seguente continuerà a produrre, con grande successo, i film di James Bond. Al di là della seconda prova sufficientemente convincente di Roger Moore nel ruolo di 007, molti spettatori e fan concordano sull’opinione che l’autentico protagonista e cardine d’appoggio di tutto il film risulta Christopher Lee che conferì al “suo” Scaramanga un grande fascino ed eleganza che quasi oscurano l’Agente Segreto di Sua Maestà. Per chi come il sottoscritto va a vedere e rivedere gli inserti speciali dei DVD, in quelli della seconda edizione del film in oggetto troverà la curiosità nella quale si spiega che nella scena di lotta nel camerino della ballerina a Beirut in cui Bond viene assalito da alcuni scagnozzi, a causa della colluttazione, si sposta uno specchio, nel quale per alcuni istanti è possibile vedere il riflesso della telecamera e della troupe. Nella nuova edizione in DVD rimasterizzata, grazie alla manipolazione digitale delle immagini, questa imperfezione è stata corretta e lo specchio risulta assolutamente “pulito”. Girato solo un anno dopo “Vivi e lascia morire”, “L’uomo dalla pistola d’oro” non riscosse un grande successo di pubblico ed il film successivo fu prodotto dopo tre anni.

Dario “Q” Minotto

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