Agente 007, una cascata di diamanti

Nel 1971 il mitico Sean Connery tornò ad interpretare l’Agente 007 per l’ultima volta nella serie “ufficiale” dei Produttori Saltzman e Broccoli. In realtà il film avrebbe potuto costituire la seconda prova da protagonista per George Lazenby come Bond. Nuovamente al fianco di Telly Savalas nel ruolo di Blofeld, Bond avrebbe vendicato la morte di sua moglie Tracy, uccisa nel precedente film ( Al servizio segreto di sua Maesta’). Le cose non andarono così perché Lazenby, a causa degli screzi avuti con i due produttori rifiutò il ruolo ( ed in una recente intervista di qualche anno fa si dichiarò pentito della scelta) offerto poi a Roger Moore; si dovette rimandare di un paio d’anni la scrittura della sceneggiatura, in quanto l’attore doveva rispettare un contratto televisivo per una famosissima serie di telefilm. Fu preso in considerazione per il ruolo anche l’attore John Gavin, ma, nonostante una buona fisicità fu successivamente scartato in quanto sconosciuto al grande pubblico. A questo punto fu David Picker, presidente della United Artist a pretendere ad ogni costo il ritorno di Connery a 007 soltanto per un’unica e definitiva interpretazione. L’attore scozzese potè dettare le sue condizioni: un ingaggio miliardario, una percentuale sostanziosa sugli incassi del film e l’impegno della United Artist a produrre due film non di Bond che lo vedessero protagonista. Con questo accordo partì la realizzazione del settimo film dell’Agente 007. I Produttori cercarono di ricreare il clima del film di maggiore successo della serie fino ad allora: “Missione Goldfinger” (1964) e così presero lo stesso regista,Guy Hamilton, e lo stesso sceneggiatore, Richard Maibaum questa volta affiancato da Tom Mankiewicz ,ed infine la stessa voce della cantante Shirley Bassey per la colonna sonora. Ulteriore curiosità per mantenere lo stesso livello del film più di successo si contattò nuovamente l’attore tedesco Gert Frobe per fargli interpretare il ruolo del fratello gemello di Auric Goldfinger il quale, questa volta, avrebbe “collezionato” diamanti anziché oro. Un modello dell’auto Aston Martin DB5 con nuovi trucchi era già preventivato per l’azione. Tutto comunque sarebbe risultato un gran pasticcio e probabilmente i Produttori stessi se ne resero conto e così fu riscritta la stesura della sceneggiatura nel modo in cui la conosciamo. Il ruolo di Blofeld capo della SPECTRE fu interpretato dall’attore inglese Charles Gray (comparso già in: “Si Vive solo Due Volte” – 1967- nel ruolo di Henderson) la Bond Girl di turno, l’ambigua Tiffany Case ebbe il volto di Jill St.John. L’adattamento moderno e cinematografico del quarto romanzo scritto da Ian Fleming non fu facile e nemmeno dei migliori. Lo stesso Connery mostra alcuni segni di cedimento interpretativo e fisico con l’approssimarsi di molti alleggerimenti ironici che preannunciano le interpretazioni successive di Roger Moore. In particolare, le scene finali vennero più volte riscritte e modificate ,causando ritardi alla produzione facendo lievitare i costi e le penalità. L’abile ed estroverso scenografo Ken Adam riuscì abilmente a ricreare il fantastico mondo che fa da sfondo alle avventure di 007 con l’ambientazione della Città di Las Vegas da fare invidia a quella vera con tutti i suoi sfarzi luminosi di insegne dei vari Casinò ed alberghi che “si animano” nel buio della notte. Personalmente, e credo molti altri appassionati, dopo la prima visione del film all’epoca, mi rimasero impresse nella memoria di ragazzo due cose: la scena del forno crematorio con Bond rinchiuso nella bara che sta per andare a fuoco , salvato “miracolosamente” per puro caso ,e l’inseguimento nel deserto a bordo di quelle “mini moto” dalle enormi gomme. L’autorevole critico americano Leonard Maltin sottolineò che con “Agente 007 Una Cascata di Diamanti” la serie di James Bond si lasciava alle spalle il taglio realistico e talvolta violento del personaggio dei primi episodi a favore di un approccio più leggero e disincantato.

Dario “Q” Minotto

20140316-095128.jpg

9 thoughts on “Agente 007, una cascata di diamanti

  1. Concordo piu che pienamente con tutto! Tra l’altro fu il primo film bondiano in assoluto che vidi in vita mia, in prima visione al cinema. Però che bello se ci fossero stati, anche lì, Lazenby e Savalas…. vabbè, pazienza dai🙂

    • Lo guardo sempre con molto piacere. Mi piace l’atmosfera fine anni 60′. In quel film si vede chiaramente che il ciclo Connery e il filone di grande successo degli anni 60′ iniziato con Dr.No, era terminato. Ma Bond e’ bello perche’ cambia pelle continuamente, per la gioia di tutti noi.

      • Ma infatti, è anche uno di quelli che rivedo con più piacere…anche se non riesco a trovare un film che non vorrei rivedere: sono tutti belli, tutti diversi, tutti uguali, tutti meritevoli. E questo è emblematico e comunque importante

  2. Purtroppo il peggiore della serie… anche se lo si guarda sempre volentieri. Si vede chiaramente che Connery interpreta Bond svogliatamente forse a causa anche del suo “cedimento strutturale”, il quale purtroppo ha contribuito ad affossare il film. La sceneggiatura è traballante nonostante la regia di Hamilton. Appare più come una forzatura e forse sarebbe stato meglio aspettare un paio d’anni in più, Connery avrebbe salvato la sua immagine, Hamilton la sua regia e Moore sarebbe entrato con questo invece che con Vivi e lascia morire ma probabilmente non avrebbe girato Bersaglio mobile.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s