“Mafia capitale peggio della Spectre: quanti intoppi per il film di 007” Parla Roberto Malerba il produttore italiano del nuovo film di 007

Nella missione romana l’agente 007 ha dovuto fronteggiare un’organizzazione più letale della Spectre: Mafia capitale. Le riprese del kolossal d’azione con Daniel Craig? hanno rischiato di saltare lo scorso dicembre, quando l’operazione Mondo di Mezzo ha creato un buco nella rete di referenti delle amministrazioni comunali con cui la major stava organizzando permessi e accordi, in vista del ciak dal 19 febbraio al 13 marzo. A ricostruire la fase critica, ora che tira un sospiro di sollievo perché “è quasi fatta”, il produttore delle riprese italiane, Roberto Malerba: il 2 dicembre, mentre è in trattativa con burocrazie ministeriali e comunali parte l’Operazione dei Ros nella quale viene arrestato Carminati?. “A Natale  –  racconta Malerba  –  ci siamo ritrovati nel black out totale. Con lo scandalo sono cambiati molti referenti al Comune e in altre amministrazioni. Le persone con cui avevamo trattato, improvvisamente non c’erano più. Quelle sono state per noi settimane molto difficili. Ma gli inglesi, non sono americani. Nel senso che conoscono, seguono le vicende italiane. Hanno compreso e anche apprezzato la trasparenza con cui ha agito il sindaco Marino, il voler fare chiarezza sulle cose. Dopo le settimane di apnea, a gennaio tutto è ripartito rapidamente”.

I problemi logistici, dopo quelli criminali, sono sembrati più affrontabili. Si è rivelata preziosa, nel rendere più fluidi i percorsi burocratici, la collaborazione con la Roma Lazio film commission guidata da Luciano Sovena. Di certo, un ruolo importante, l’ha avuto la nuova politica sugli incentivi fiscali. “Sam Mendes, che già in ottobre era venuto a scegliere i luoghi, aveva le idee molto chiare. Ho dovuto fargli capire che quel che chiedeva era una cosa mai fatta prima. In Usa è facile avere i permessi, bloccare le strade.  –  racconta Malerba  –  Il dio denaro muove tutto. In Italia ci sono i turisti, le strade strette, i monumenti. Non bastano i soldi, bisogna muovere la macchina burocratica, cosa non facile”. Il grande smacco per il regista Sam Mendes è stato il Verano negato: “Era innamorato di quel cimitero, ha insistito molto.  –  conferma il produttore  –  Comune e Vicariato ci avevano sostenuto, ma alcuni proprietari delle cripte che custodivano i parenti non se la sono sentita. Vanno rispettati”. L’altra rinuncia è stata via Quattro Fontane, “avevano accelerato il restauro perché il sindaco ci teneva a fare vedere i mostri. Il problema riguardava la dinamica della scena: la macchina doveva salire e saltare in mezzo alle quattro statue. Le prove con la rampa angolare negli studios di Pinewood davano certezza. Ma il 99 per cento delle probabilità non era abbastanza per la storica produttrice della saga, Barbara Broccoli: “non me lo perdonerei mai”, diceva”. L’ultimo cambio è stato quello di una villa romana: si era pensato alla Reggia di Caserta, poi si è ripiegato in una sull’Appia antica, anche per la volontà di concentrarsi su Roma. “Ma gli interni si girano ai Pinewood, c’è una sparatoria distruttiva”.

Malerba smentisce che ci siano stato incidenti sul set: “Non è vero che Craig ha battuto la testa nella scena girata a San Gregorio. È uscito dall’auto perché stava piovendo”. Nega pure il fattore sampietrino: “Quella è la scena in cui Bond arriva a Roma, non un inseguimento, per questo andava a velocità bassa”. Riconosce però che è stato il giorno di maggior tensione: dietro a un monumento come il Colosseo e con la folla di turisti in pieno giorno. Il produttore tenta di minimizzare perfino la querelle “monnezza” (l’immagine sporcata della città eterna non gioca a favore del film): “Ci muoviamo con 500 persone di troupe e cento mezzi: per tutta la notte mangiamo, beviamo, fumiamo. E quindi poi lasciamo pulito”. Per lui quindi “sono stati i media britannici a cavalcare la polemica: la Bbc voleva mandare una troupe a documentare il prima e dopo set, per poter titolare che “gli inglesi hanno dovuto pulire Roma””. L’operazione Bond è fruttata alla capitale 16 milioni di euro, “ma è soprattutto un biglietto da visita per il futuro nel cinema internazionale”. L’arrivederci con Spectre  –  se non per l’anteprima mondiale, appannaggio britannico a fine ottobre  –  è alla première capitolina in vista dell’arrivo in sala il 6 Novembre.

repubblica.it

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