Ecco come ho conquistato 007. Da Gardone al set in un colpo solo

Un bersaglio (cartonato, sia chiaro), un mirino, un colpo in canna. Fuoco: centro. Funziona un po’ così, per chi di armi poco se ne intende. La faccenda è un po’ più complicata, in realtà. Sta di fatto che lui, il bersaglio più importante (per ora) l’ha colpito in pieno: ha centrato il set cinematografico più ambito. La premessa vale per tutta la chiacchierata: «Io non ho creato un’azienda, ma una boutique». Lo sanno i dipendenti, i clienti, i collaboratori. Siamo a Magno di Gardone Valtrompia: a ridosso del monte sorge la Arsenal Firearms. Ci accoglie l’amministratore, Nicola Bandini. E prima di smaltire le procedure di sicurezza l’occhio cade inevitabilmente sulla locandina accanto all’ingresso. «Lo sapevo!». In primo piano c’è Dave Bautista, alias Mr Hinx, uno dei «cattivi» di «007 Spectre», ultimo colossal di James Bond in uscita a Natale. Impugna una AF-2011 Dueller Prismatic. Prodotta qui, alla Arsenal Firearms.

  

Come nascono le pistole di James Bond.

Come da Gardone Nicola sia arrivato negli Usa, e sul set, è una storia relativamente breve. Che nasce da un anniversario speciale. «Per commemorare il centenario della 1911 A-1, la famosissima Colt in dotazione all’esercito americano, nel 2011 tutti hanno fatto qualcosa. Debuttando la mia azienda a fine 2010, mi sono chiesto come avrei potuto lasciare il segno: cosa mai nessuno ha osato prima?». La risposta arriva una notte insonne. «Seconda centuria uguale seconda canna: farò una 1911 a due canne, rivisitata e riprogettata». E sia. Il lancio della AF 2011 A-1 Second Century a Norimberga, l’8 marzo 2011: il mattino dopo, il neonato sito della Arsenal conta oltre 70mila clic, e sarà così per due mesi. «In America sembravano impazziti!». 
Arrivano le prime «comparse» nelle produzioni della Bbc e nei serial americani: «Sapevo di aver creato un prodotto dirompente, simbolo dell’eccellenza italiana». Ma c’è ben altro. Perché dalla 2011-A1 nasce la 2011-AF Dueller, lanciata un paio di mesi fa. La sua evoluzione si chiama «Dueller Prismatic»: un carrello, due canne appaiate, freni ibridi e compensatori. «Questa ha prestazioni da fantascienza», pensa Nicola. Meglio lo spionaggio: perché la Prismatic conquista Hollywood, e James Bond. Anzi no, uno dei suoi antagonisti.

  

Sparare come un vero 007? Incredibile»

 «Il regista, Sam Mendes, è rimasto folgorato da quest’arma così “cinematografica” e le dirò che per fortuna è andata in mano al cattivo, Bautista è perfetto per lei!». Ma come è successo? «Ho girato attorno a quel film per oltre un anno, era ambitissimo, ci hanno provato a decine». Sei mesi prima del lancio Nicola invia il prototipo al «maestro d’armi» che per la produzione sceglie quelle per il cast. All’inizio di settembre la telefonata: «Allora, mi mandi le foto di quella nuova di cui tanto parli e la smetti di fare terrorismo?!». Il regista dice ok. «E ancora prima di accorgercene è iniziato un tour de force incredibile». A disposizione ci sono solo due mesi. «Le prime 5 pistole prodotte da noi sono andate a 007: le ho sparate io, le ho passate al banco e le ho spedite. Negli Usa le hanno smontate di nuovo e modificate per essere caricate a salve e pronte per le riprese». Un dettaglio: «Me le hanno pagate loro, non viceversa!». E come ci si sente? «Certo, è una soddisfazione enorme, un’avventura bellissima. Siamo andati a giocare in casa degli americani con un prodotto tutto loro, la Colt, e siamo riusciti a rivenderglielo in salsa italiana. Ma non sarei mai riuscito a raggiungere questo traguardo senza la mia squadra e, soprattutto, il contesto in cui lavoriamo: la Valtrompia. È il risultato di un esercizio di stile mentale e industriale». 

Che nella testa (e tra le mani sporche in officina) di Nicola è maturata anni fa. Ex giornalista di settore. «Ero stanco di sentire colleghi lamentarsi che ormai non ci fosse più nulla di nuovo sul mercato. Io le idee le avevo. Ho studiato questo comparto per 35 anni, ho visto tutto e il contrario di tutto, anche ciò che non è mai nato ed è rimasto in canna». I primi prototipi li fabbrica con Massimo Tanfoglio, noto imprenditore armiero bresciano, poi i brevetti, e la Arsenal Firearms. Moderna, climatizzata e all’avanguardia. Che produce anche fucili e miniature e vanta clienti vip Oltreoceano. La prossima sfida? «È dietro l’angolo», giura Nicola. 


corriere.it

2 thoughts on “Ecco come ho conquistato 007. Da Gardone al set in un colpo solo

  1. Per coloro che vogliono avere un’anticipazione di alcune delle armi usate in Spectre consiglio questo sitohttp://www.imfdb.org/wiki/Spectre. Si tratta di una pagina in progress dato che il film è ancora in lavorazione. Consiglio a chi fosse interessato di vedere le pagine dedicate agli altri film di Bond e non. Troverete notizie e curiosità interessanti. In particolare su alcuni blooper in fatto di armi, ai quali nemmeno la saga di 007 si sottrae.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s