Alessandro Cremona: Gary Powell mi disse “Dobbiamo vedere se ce la fai”

Dieci minuti di pura adrenalina tutti da vivere. E’ il gustoso antipasto che ci aspetta all’inizio di Spectre. In pieno stile “bondiano” infatti il prologo del ventiquattresimo film di 007 si annuncia spettacolare e pieno d’azione, con l’agente segreto di Sua Maestà che dovrà sfidare, in un lungo duello tra corse, sparatorie e scazzottate, un cattivo tutto italiano, Marco Sciarra, interpretato da Alessandro Cremona. La favola di questo attore lombardo, non particolarmente noto al grande pubblico nonostante anni di attività tra cinema, tv, doppiaggio e teatro, ce la racconta lui stesso, in una lunga chiacchierata a Roma, durante un incontro con i soci di Le Cercle all’Hotel de Russie.

  

Cremona se la ride sotto i baffi perché già sa che da novembre, all’uscita del film, diventerà molto più celebre di quanto non è ora. Lui attende quel momento con la semplicità e la serenità che lo contraddistinguono, ma un po’ meno tranquillo rispetto a quando ha iniziato la sua avventura di attore in questo film, che potrebbe diventare storico: «Quando Michael Wilson ha dichiarato che quelle di Spectre sono le scene più costose della storia di James Bond, allora ho iniziato a sentirmi un po’ nervoso e a pensare che ero in un contesto molto importante – ci racconta Cremona in esclusiva – me ne sono reso conto soltanto quando sono arrivato sul set, non prima. Anche perché era tutto talmente segreto che non avevo neanche capito quale personaggio avrei interpretato e cosa avrei dovuto fare».

In Spectre sei il marito di Lucia Sciarra, ovvero Monica Bellucci, ed entri in scena in Messico, durante la festa dei morti (simile al nostro 2 novembre), vestito di bianco, con un panama e cravattino messicano. La pronuncia esatta del suo cognome è però ancora un mistero irrisolto.

«Il nome esatto del mio personaggio? E’ Marco Sciarra oppure Schiara, con la c dura. Non l’ho capito neanche io. Chiacchierando a cena con i produttori Barbara Broccoli e Michael Wilson ho notato che per loro la pronuncia corretta è Schiara, ma non so come sia scritto davvero il cognomedel mio personaggio».

  

Come è iniziata la tua avventura in questo film?

«Ho fatto cinque-sei provini senza avere santi in Paradiso. La prima prova consisteva nel fare un breve video, col telefonino, e inviarloDovevo dire qualche battuta in inglese su 007 e poi presentarmi. Chiacchierando con altri attori italiani ho scoperto che tutti avevano fatto quel provino.C’è stata una prima scrematura che ho superato e da quel momento è iniziata una serie di incontri finché non mi hanno scelto. E’ stato un appuntamento con il destino anche perché quel primo provino lo feci con un vestito bianco, simile a quello che poi ho indossato davvero in scena».

Quando hai capito di essere stato scelto?

«Mi hanno detto di andare in Austria per il provino finale, in una Sölden bellissima piena di neve,dove avevano iniziato a girare e, appena arrivato, mi hanno affidato a Gary Powell (il coordinatore degli stuntmen, n.d.r.) con quattro stuntmen per provare i combattimenti in una hall dell’albergo.Gary mi ha detto “dobbiamo vedere se ce la fai”. Mi hanno spiegato brevemente la scena della lotta sull’elicottero e ho fatto un paio d’ore di prove, poi ho svolto un corso di sicurezza per il volo sugli elicotteri e alla fine mi hanno spedito in un camper. Non sapevo quasi nulla di quello che mi aspettava né se fossi andato bene, mi aspettavo un ulteriore provino con il regista Sam Mendes».

  

L’articolo a cura di Adriano Stabile puoi leggerlo nella sua completezza all’interno del magazine MR.BOND; iscrivendoti a Le Cercle potrai leggere  in esclusiva tutte le news sugli attori del mondo di 007 incontrati dal nostro club.

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