WRITING’S ON THE WALL: Sam Smith scrive il suo nome nell’Olimpo dei musicisti… al servizio di 007!

A cura di Michelangelo Iossa

È stato per moltissimi mesi il candidato numero uno per la nuova canzone/tema di ‘Spectre’ ma Sam Smith ha, nella migliore tradizione spionistica britannica, depistato i fan di 007 sin dal primo momento. Poi l’affaire-canzone si è infittito ed ha fatto emergere nomi come Ellie Goulding o i Radiohead. La sorpresa si è fatta attendere: un anello con il simbolo della ‘Spectre’ postato su tutti i profili/social del cantante, l’annuncio ad una emozionatissima BBC Radio, il tam-tam mediatico, la movimentazione virale, l’emozione dello stesso Smith hanno fatto il resto.Il musicista si è trovato fianco a fianco con le leggende che hanno cantato Bond in passato, da Shirley Bassey a Tina Turner, fino a Paul McCartney e Adele. E l’ombra lunga di ‘Skyfall’ proietta un paragone non facile da reggere: Adele ha vinto ogni premio possibile, guadagnando il primo Oscar per una canzone tratta da un film di James Bond.

Il titolo del brano – identico, peraltro, ad una delicata canzone dell’ex-Beatle George Harrison del 1981 – è “Writing’s on the Wall”.

Dopo aver ricevuto una telefonata da Barbara Broccoli e da Sam Mendes, Smith ha composto il brano in venti minuti e lo ha fatto ascoltare, in una sua prima versione, proprio alla produttrice e al regista: “lo hanno amato immediatamente!” è stato il commento del cantautore.

Il brano è solenne come poche altre canzoni bondiane sanno esserlo: priva di una sezione ritmica di matrice ‘pop-rock’ (non presenta la batteria, ad esempio, ed è un primo caso in tal senso per una canzone di un film di 007), la canzone punta ad un arrangiamento orchestrale lussureggiante dove pianoforte, archi e timpano fanno la parte del leone.

L’elegantissimo glissato degli archi nell’introduzione proietta immediatamente l’ascoltatore nel clima dei film di James Bond; la voce è sicura e potente, salvo lanciarsi nell’uso di un falsetto, elemento inedito per una voce maschile al servizio di 007: il ritornello è decisamente meno efficace rispetto alle precedenti canzoni/tema di 007, ma il middle eight è invece elegantissimo e sorprendente.

Pluripremiato ai Grammy Awards, Smith si è lasciato affiancare dal collaboratore Jimmy Napes, con cui aveva già firmato la ‘number one hit’ “Stay With Me”, per alcune integrazioni in fase di produzione.

È dai tempi di ‘Thunderball’ e di Tom Jones (1965) che un artista solista britannico non firmava una ‘theme song’ bondiana: mezzo secolo per infrangere un altro record. E l’attesa di “Spectre” si fa ancora più elettrizzante… 

Michelangelo Iossa, giornalista, docente presso l’Universita’ Suor Orsola Benincasa, direttore e curatore della Mostra Rock di Napoli, collabora con Optimagazine la webzine di Optima Italia, ideatore e coordinatore del James Bond Concert Show, autore di: The Beatles, Le Canzoni dei Beatles, gli ultimi giorni di John Lennon, le canzoni di George Harrison. Nel 2004 ha ricevuto il Premio cultura dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria del Consiglio dei Ministri. Michelangelo e’ anche Honorary Member di Le Cercle.
  
 

4 thoughts on “WRITING’S ON THE WALL: Sam Smith scrive il suo nome nell’Olimpo dei musicisti… al servizio di 007!

    • Non sono d’accordo. Pezzo di ottimo livello cantato da un grande interprete. Inoltre la canzone in Spectre la risentiremo in un particolare momento del film. Eon Production sempre innovativa e avanti a tutti anche musicalmente.

  1. writing’s on the wall farà la fine della canzone di armstrong, cioè collocata nel film, anzichè nella sigla? e se fosse così, cosa ascolteremo di sottofondo ai titoli di testa? perchè ci saranno i titoli di testa, vero?? essere innovativi mi sta bene, ma fino a un certo punto, perbacco!;-)

    • I tempi cambiano e il pubblico vuole continue novita’. Bisogna essere sempre innovativi. Poi trattasi di una canzone, e li ognuno ha i suoi gusti e preferenze diverse.

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