James Bond, un impero da 19,6 miliardi di dollari

Il thriller più seguito a Hollywood? Ha come protagonista una donna di origini italiane, Barbara Broccoli. É lei che ha in mano il destino della saga di film più longeva e redditizia della storia dell’ industria cinematografica, quella di James Bond: un impero che vale 19,6 miliardi di dollari, secondo i calcoli elaborati dai ricercatori della London school of marketing.Ma il vero controllo creativo su tutto – dalla scelta della storia da filmare a quella degli attori, compresa la messa a punto delle campagne promozionali e dei rapporti di co-marketing con i marchi sponsor – quello spetta ai due fratelli e in particolare a Barbara Broccoli. Che ora ha davanti a sè due importanti decisioni: a chi affidare la distribuzione dei prossimi film su 007, perché con Spectre è finito il contratto con Sony; e scegliere chi sostituirà Daniel Craig, se davvero l’ attore inglese lascerà il personaggio con cui è diventato straricco. Il suo compenso per l’ ultima apparizione nei panni dell’ agente segreto 007 è stato infatti di 37,8 milioni di dollari, un record.
  
La sostituzione

Era stata Barbara a decidere che Craig avrebbe preso il posto del «vecchio» Pierce Brosnan a partire da Casino Royale (2006), così come era stata sua mamma Dana a scegliere Sean Connery per il primo film del 1962. Il padre Albert aveva visto un filmato con Connery, allora sconosciuto, e l’ aveva mostrato alla moglie, chiedendole un parere. 

«Prendilo, è magnifico», aveva detto Dana senza esitare.

Barbara ha ereditato il fiuto della madre ed ha imparato tutto sul business dal padre, incominciando a lavorare ai film di Bond appena ventenne, dopo aver studiato Cinema alla Loyola university di Los Angeles. E’ bella e avrebbe potuto fare l’ attrice come sua mamma. Ma non ci ha mai pensato, ha detto, perché non ama essere sotto i riflettori.Molto schiva e riservata, preferisce comandare da dietro le quinte. E lo fa con il pugno di ferro, dice chi l’ ha conosciuta in azione.La formula finora ha funzionato benissimo. Per questo c’ è la coda a Hollywood fra le grandi case cinematografiche per assicurarsi il contratto di distribuzione dei prossimi film. MGM infatti non distribuisce più quello che produce. Per Spectre Sony ha pagato il 50% dei costi di produzione, che sono arrivati al record di 300 milioni di dollari. Il rischio di perdere sull’ investimento è però notevolmente ridotto – spiegano alla London school of marketing – dal fatto che la maggioranza dei costi di produzione e di marketing è coperta dalle sponsorizzazioni da parte dei marchi che pagano per essere associati al film, come Heineken, Aston Martin, Omega e Tom Ford. Per Skyfall , per esempio, Heineken ha pagato 42 milioni di dollari per far bere la sua birra a Daniel Craig. Skyfall è stato finora il film con il maggior successo al botteghino: 1,1 miliardi di dollari di incassi.

  
Il futuro

Dei 19,6 miliardi di dollari generati dai 24 film di James Bond, ben 3 miliardi vengono dal merchandising e co-marketing, altri 3 dalle vendite di Dvd. I profitti dei primi 007 erano molto più alti di oggi: gli incassi negli Anni Sessanta e Settanta erano venti volte i costi, mentre oggi in media sono solo quattro volte, perché la produzione fa largo uso degli effetti speciali. Che cosa può rovinare il brand 007? «Forse un attore disastroso – ragiona Jacques de Cock, della London school of marketing -. Ma la storia della saga mostra che il marchio di James Bond è più grande di qualsiasi star che lo interpreta».

Corriere della Sera

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