Ursula Andress, i primi 80 anni di una BOND Girl leggendaria

«In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù» è la celebre battuta di Orson Welles in Il terzo uomo. Ma eravamo nel 1949: ancora non poteva sapere che la Svizzera avrebbe dato al mondo anche gli Swatch e che da pochi anni era nata Ursula Andress, un’attrice che passerà alla storia del cinema. Come prima Bond Girl, ma è meglio di niente.  
Sì, la bionda esplosiva che nel 1962 si fece conoscere planetariamente uscendo in bikini dalle acque davanti a Sean Connery in Agente 007 – Licenza di uccidere. E che il 19 marzo compie 80 anni (Sky Cinema Classics HD le dedica l’intera programmazione serale, dalle 18.45). Di film poi ne ha girati una quarantina, senza però bissare il successo. Ma, in fondo, è stata un po’ una scelta. La volevano, ad esempio, per La scelta di Sophie, e lei rifiutò, regalando la parte (e un Oscar) a Meryl Streep.  
Poco “svizzera” nella gestione della carriera, non ha mai scelto in base alla qualità. «Mi piaceva solo girare le scene d’azione. Fatemi fare la cow girl, la pirata, dicevo, ma non fatemi parlare» ha confessato. «Ho rifiutato molti ruoli impegnativi perché mi vergognavo di mostrare i miei sentimenti, mi sembrava di metterli in vendita. Più di tutto, detestavo le scene d’amore. Quel fingere di essere innamorati di qualcuno mi metteva profondamente a disagio». 

  
Innamorarsi davvero invece non è stato un problema: ancora minorenne abbandonò Berna per seguire l’attore francese Daniel Gélin. Poi sposò il regista John Derek, che lasciò per Jean-Paul Belmondo (e da cui venne lasciata per Laura Antonelli…). Un flirt con Fabio Testi, un legame con Harry Hamlin(conosciuto nel 1981 sul set di Scontro di Titani, da cui ha avuto l’unico figlio, Dimitri). Una costante, nella sua vita, è l’ottimo rapporto con l’Italia – dove continua a stare parte dell’anno, quando non è in Svizzera: qui ha debuttato nel 1954 in Un americano a Roma, qui ha recitato più volte – pure in commedie sexy (Spogliamoci così senza pudor, 1976) e fantasy tv (Fantaghirò 3 e 4, 1993 e 1994). Forse perché certi nostre caratteristiche le si addicono… Qualche anno fa un colosso dell’editoria americana le aveva offerto un milione di dollari per l’autobiografia. E lei? Non aveva tempo da perdere, rispose: aveva ancora troppe cose da vivere.

  

iodonna.it 

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